Cammino di San Benedetto

La prima mappatura

Una volta partiti alla volta di Rieti, per iniziale le prima parte di mappatura del percorso, nella nostra bisaccia avevamo solo uno studio preliminare della situazione. Sapevamo che esisteva un percorso collinare pedonale – sicuramente non studiato per persone con esigenze speciali – con varianti per le biciclette, sapevamo che il concetto dell’accessibilità – sempre troppo poco trattato in Italia – sicuramente era una cosa nuova lungo un itinerario come il Cammino di San Benedetto, e sapevamo quale lungo lavoro ci attendevo per ricercare un percorso universale, magari asfaltato, possibilmente in sicurezza e quanto più contiguo al Cammino tracciato dall’Autore Simone Frignani nella guida di Terre di Mezzo.

Reduci dallo studio realizzato per la creazione di Santiago Per Tutti, oltre alla geo-referenziazione di tutti i dati, maggior difficoltà ci avrebbe riservato la sensibilizzazione delle Amministrazioni, degli imprenditori verso l’accessibilità degli itinerari culturali a tutti, per giungere – forse un giorno – a “toccare il cuore” delle Istituzioni Europee che stabiliscono le guide linea del turismo universale.

Cosi 4 volontari di Free Wheels onlus sono partiti per il Cammino di San benedetto con il pulmino dell’associazione, strumentazione all’avanguardi per la ricognizione delle informazioni, documenti del progetto e tanta buona forza di volontà per le successive due settimane.

Analizzando i primi dati è emerso che Rocca Sinibalda e Trevi nel Lazio attualmente non hanno strutture accessibili anche a persone con esigenze speciali di mobilità e pertanto non possono essere considerate per la costruzione di pacchetti universali di Sa.Be.R. Universal. Allo stesso modo Mandela, che però si è attivata già da tempo e nell’estate 2017 esordirà con un b&b privato con una camerata accessibile. Purtroppo non eccellono le grandi città come Rieti, Subiaco, Roccasecca e Cassino che hanno – rispetto al numero totale di ospitalità presenti – un numero di strutture d’accoglienza accessibili molto basso.
Su un totale di 175 alloggiamenti da censire, solo 113 hanno accolto l’opportunità di Sa.Be.R. Universal – (molti erano chiusi o aprivano solo su chiamata) – e di quest’ultimi solo 27 (presto 28) possono ospitare persone a ridotta mobilità.

Per i servizi non è andata altrettanto meglio. Abbiamo geo-localizzato quasi 1500 punti di interesse e escludendo parcheggi, aree verdi, fontane e monumenti, solo il 50,47% di essi garantisce un ingresso accessibile; molti meno quelli che hanno anche un servizio igienico adattato a persone a mobilità ridotta.

 

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